Speciale Miami
Un cortadito cubano tra Robotaxi, Bicipiti e Luci Blu
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Groviglio n.37 📰
Se la Florida profonda è un cantiere a cielo aperto, Miami è il prodotto finito: una città che sembra uscita da un rendering e che corre così veloce da farti venire il fiatone solo a guardarla. Dopo cinque giorni passati a osservarla (e a parlarne con chiunque, dai baristi ai manager di Brickell) ecco cosa ho portato a casa.
Benvenuti su Blade Runner (ma con le infradito)
La cosa più strana vissuta in questi giorni? Guidare accanto a un’auto vuota.
I Robotaxi qui non sono più una curiosità tecnologica, sono parte integrante del traffico. Secondo il Wall Street Journal, Waymo ormai gestisce mezzo milione di corse a settimana negli USA e ha appena incassato 16 miliardi di dollari per continuare la sua espansione. Il bello (o il brutto) è che la rivoluzione sta attraversando l’Oceano: i primi test sono già partiti anche a Londra dove le vediamo spesso tra le strade (molto strette) della City.
Mentre in Italia a volte fatichiamo a immaginare città senza auto in doppia fila, qui il futuro ha già tolto le mani dal volante. È un’efficienza che affascina e che ridefinisce completamente il concetto di mobilità urbana.
Una città sotto i riflettori (letteralmente)
C’è un’altra cosa che ti colpisce subito: le luci della polizia.
Non sono le sirene spiegate delle emergenze, ma luci blu e rosse fisse, ovunque, che illuminano le strade di notte come decorazioni. È la strategia del “farsi vedere”: un investimento da centinaia di milioni di dollari per rendere la presenza delle forze dell’ordine un elemento costante del panorama.
Ti senti in un film d’azione? Un po’ sì. Ti senti al sicuro? Anche. Ma è una sicurezza “visiva” che serve a rassicurare i flussi di capitali che costruiscono questi incredibili grattacieli di vetro. In Europa siamo abituati a una polizia che interviene al bisogno; qui la polizia è un elemento dell’arredo urbano, rassicurante come un lampione.
Mi ha incuriosito, ma non troppo: il capitolo armi
C’è un’ombra che accompagna questo luccichio: la presenza delle armi.
Con le leggi recenti sull’Open Carry, vedere una pistola alla fondina di un civile non è un evento da prima pagina, ma una realtà quotidiana. Mi ha incuriosito vederle così “normalizzate”, inserite senza apparente tensione nel viavai della città. È un contrasto fortissimo con la nostra cultura europea, un senso di “frontiera moderna” che qui fa parte del pacchetto quotidiano.
Il culto del corpo e il regno dei cani
Dimenticate la pigrizia. A Miami, se non stai correndo a mezzogiorno sotto il sole cocente con un bicipite scolpito, sei quasi una nota fuori coro. Lo sport è vissuto con una dedizione quasi religiosa e le palestre sono i nuovi centri di aggregazione sociale.
E poi ci sono i cani. Tantissimi, ovunque, spesso più numerosi dei bambini nei quartieri più moderni come Brickell. È un’esplosione di Dog-Walker e servizi dedicati che racconta molto di come sta cambiando la vita urbana: il tempo e le attenzioni dedicate agli animali domestici hanno creato un’economia parallela vivace e onnipresente, trasformando i parchi cittadini in enormi club per quattrozampe.
La Capitale del Sud (America)
L’immigrazione qui ha un sapore diverso. Miami è diventata, a tutti gli effetti, la vetrina più ricca e moderna di tutto il Sud America. I nuovi arrivati da Venezuela, Colombia e Argentina portano un’energia incredibile e una voglia di fare che si respira in ogni angolo. L’inglese sembra quasi una lingua di cortesia: la vera forza vitale della città parla spagnolo e profuma di empanadas.
Miami è un esperimento sociale intenso dal mio punto di vista: è (per lo meno percepita) sicura, iper-tecnologica e bellissima, ma è anche un luogo che corre a una velocità che mette alla prova chiunque. È il futuro che ci aspetta o solo una bolla scintillante sotto il sole della Florida?
Vi lascio con questo dubbio, sorseggiando l’ultimo cortadito cubano mentre cerco di capire se il robotaxi che ho appena incrociato mi ha davvero dato la precedenza o se era solo un glitch dell’algoritmo!
Grazie e alla prossima newsletter.










